Provvedimento di sospensione dell'attività anche da parte di INPS e INAIL

Dal 10 luglio prossimo anche gli ispettori di INPS ed INAIL potranno adottare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale previsto dall'art. 14 del DLgs. 81/2008. 

È quanto emerge dalla nota n. 5546 del 20 giugno 2017, con la quale l’INL comunica la prossima conclusione del periodo di formazione in materia, dedicata agli ispettori degli Enti.

Con l’occasione, l’Ispettorato nazionale del Lavoro fornisce, attraverso 28 FAQ, una serie di rilevanti indicazioni sulla corretta applicazione dell’istituto in argomento. In alcuni casi vengono confermate le prassi ora vigenti, in altri si sciolgono, finalmente, una serie di interrogativi sviluppatisi nel tempo.

Innanzitutto, l’eventuale comunicazione telematica (UniLav) di instaurazione del rapporto di lavoro relativa al personale non in regola all’atto dell’accesso ispettivo, effettuata dopo l’inizio del primo accesso, ma prima della formale emissione del provvedimento di sospensione, non ne esclude l’adottabilità.

L’INL, riprendendo una decisione del TAR Piemonte n. 1164/2016, chiarisce che il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, sebbene abbia evidenti fini cautelari, costituisce una tipologia di sanzione, in quanto ha essenzialmente la finalità di sollecitare il datore di lavoro a regolarizzare la posizione lavorativa dei dipendenti “in nero”. Pertanto, lo stesso va “adottato anche qualora, nel corso dell’accesso, sia effettuata una comunicazione di assunzione; ciò anche in ragione della necessità di garantire le finalità «sanzionatorie», che non possono essere subordinate alla durata più o meno lunga dell’accesso ispettivo tale da consentire, medio tempore, l’effettuazione di una comunicazione al Centro per l’impiego”.

Inoltre, viene esclusa l’operatività del provvedimento de quo nei confronti di soggetti, rispetto ai quali non è possibile riscontrare la presenza di attività economica organizzata, esercitata in modo professionale al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi, quali ONLUS, studi professionali, associazioni sportive e culturali. Allo stesso modo, non vi è nessuna possibilità di sospendere l’attività in presenza di collaborazione autonoma occasionale posta in essere ai sensi dell'art. 2222 c.c., ove quest’ultima, già all’atto dell’accesso ispettivo, sia in tutta evidenza genuina, ossia riguardi una prestazione di lavoro prevalentemente personale, senza vincolo di subordinazione, con carattere episodico e vi sia la corresponsione di un corrispettivo.
Più complessa, invece, la questione afferente la non adottabilità del provvedimento ove vi sia il rischio di compromettere il regolare funzionamento di un’attività di servizio pubblico. In tal senso, viene precisato che la nozione di “servizio pubblico” ha una connotazione più ampia rispetto a quella prevista dalla L. 146/90, in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Altro aspetto di rilievo riguarda i lavoratori distaccati, i quali dovranno essere inseriti nel computo della percentuale di almeno il 20% di lavoratori irregolari, rispetto a quelli complessivamente presenti all’atto dell’accesso ispettivo, indispensabile per l’adozione del provvedimento. Ciò in quanto “i lavoratori distaccati, pur formalmente in forza presso il distaccante, sono di fatto inseriti nell’organizzazione aziendale del distaccatario, il quale ne coordina l’attività ed esercita nei loro confronti il potere direttivo e di controllo”.

Da sottolineare, poi, l’apertura dell’INL circa la possibilità di regolarizzare i lavoratori “in nero” anche attraverso un contratto di apprendistato. Tuttavia, sarà necessario valutare la possibilità di recupero del debito formativo accumulato durante il periodo di lavoro “in nero”, nonché verificare la redazione del piano formativo, con indicazione di tutti gli elementi previsti dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento.

Sempre in ambito di regolarizzazione, finalizzata alla revoca del provvedimento di sospensione, la FAQ n. 19 stabilisce che la decorrenza del rapporto di lavoro irregolare dovrà comprendere anche l’eventuale periodo in “nero”, precedente l’accesso ispettivo.

Infine, dal punto di vista della notifica del provvedimento, l’Agenzia ispettiva richiama gli artt. 137 c.p.c. e seguenti, stabilendo che l’atto deve essere notificato in “mani proprie” del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque si trovi nell’ambito della circoscrizione dell’ufficio giudiziario al quale è addetto il notificatore. Se non avviene nel modo sopra descritto, la notificazione deve essere fatta nel Comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio. Valida, tuttavia, anche la consegna nelle mani di un lavoratore regolarmente assunto.

In difetto, l’atto potrà essere notificato anche a mezzo del servizio postale con raccomandata atti giudiziari, ai sensi dell’art. 149 c.p.c. ma non a mezzo PEC. Tale ultima soluzione non appare, allo stato, praticabile, presupponendo la trasmissione, a cura dell’ufficiale giudiziario, di copia informatica dell’atto, sottoscritta con firma digitale, all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, risultante da pubblici elenchi o, comunque, accessibili alle Pubbliche Amministrazioni.

21/06/2017

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