Legge di bilancio 2017: impatti sul welfare aziendale

La legge di Bilancio introduce sostanziali novità relativamente alla redditualità del lavoratore dipendente in particolare su aspetti concernenti i sistemi di welfare aziendale e flexible benefit.

La legge di Bilancio - definitivamente approvata dal Senato in data 7 dicembre 2016 - introduce, in linea con la legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), sostanziali novità relativamente alla redditualità del lavoratore dipendente in particolare su aspetti concernenti i sistemi di welfare aziendale e flexible benefit anche a seguito di opzione del premio monetario in premio sociale.

Gli interventi del legislatore, presenti nell'articolo 1 della Legge di Stabilità per l'anno 2017 ai commi da 160 a 162, sono sostanzialmente volti a:

  • estendere sotto l'aspetto soggettivo la detassazione del premio di risultato;
  • incrementare la misura detassabile del premio di produttività;
  • incrementare i servizi oggetto di opzione
  • ampliare le esenzione di particolari servizi in caso di devoluzione del premio monetario;
  • ampliare i servizi di welfare aziendale esente;
  • dare un nuovo impulso alla contrattazione nazionale e territoriale.

La detassazione per l'anno 2017

Relativamente alla detassazione la Legge di Bilancio 2017 è intervenuta da una lato incrementando la potenziale popolazione interessata alla disposizione agevolativa aumentando da euro 50.000 a euro 80.000 il limite reddituale condizione di applicabilità dell'imposta sostitutiva del 10%, dall'altro aumentando la misura massima agevolabile da euro 2.000 a euro 3.000 (da euro 2.500 a euro 4.000 in caso di forme partecipative dei dipendenti).

L'opzione del premio monetario in premio sociale con esenzione aggiuntiva

L'opzione del premio monetario in premio sociale è fortemente potenziata consentendo l'utilizzo anche del comma 4 dell'art. 51 del Tuir e ampliando la misura agevolativa di alcune fattispecie.

In merito alla possibilità di trasformazione del premio monetario in «somme e valori di cui al comma 2 e all'ultimo periodo del comma 3» dell'art. 51 del Tuir, già prevista dalla L. 208/2015, la legge di Bilancio 2017 ora prevede l'inserimento nella predetta disposizione di un ultimo periodo che consentirà l'utilizzo anche delle «somme e valori di cui al comma 4» dell'art. 51 del Tuir.

La disposizione sembra ridondante in quanto il comma 3 dell'art. 51 del Tuir già attrae i benefit di cui al comma 4 il quale per l'appunto esordisce affermando che che "Ai fini dell'applicazione del comma 3" l'auto ad uso promiscuo, l'alloggio, i prestiti e il servizio di trasporto ferroviario concessi ai dipendenti sono valorizzati non con il valore normale del bene (art. 9 Tuir) ma con valori convenzionali.

Tuttavia la precisazione consentirà di trasformare il premio monetario nei seguenti beni:

  • auto aziendale ad uso promiscuo;
  • alloggi ad uso abitativo del dipendente;
  • prestiti anche sotto forma di contributo;
  • servizi di trasporto ferroviario.

Dato il forte differenziale tra il costo dell'auto e/o dell'alloggio e il valore fiscalmente e contributivamente da considerare imponibile è verosimile che la disposizione possa di fatto operare riducendo la quota posta a carico del dipendente per il concorso dell'utilizzo del bene.

In questo caso è bene tuttavia rilevare che il valore convenzione da assoggettare a prelievo fiscale sarà pieno (mancando appunto lo scorporo del costo sostenuto dal dipendente) con relativo aumento dei costi aziendali (costo contributivo e TFR).

LA DETASSAZIONE PER L'ANNO 2017 IN SINTESI

Elemento

Applicazione

Applicazione

Si (L. 208/2015 - DM 25.3.2016 – Circ. AE 28/E/2016 – Legge di Bilanzio 2017)

Periodo di applicazione

Dal 2016 il beneficio è strutturale

Misura
dell’agevolazione

10% a titolo di imposta sostitutiva della imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali

Requisito

Presenza degli importi previsti da contrattazione collettiva territoriale o aziendale sottoscritti ai sensi dell’art. 51 D.Lgs. 81/2015.

Deposito del contratto collettivo secondo quanto indicato dal DM 25.3.2016

Importi detassabili

› Premi di risultato variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili sulla base dei criteri indicati dal Decreto 25.3.2016;

› Somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili

Settore interessato

Datori di lavoro privati

Misura massima agevolabile

I limiti sono due:

1) euro 3.000,00 per i premi e le somme collegate alla distribuzione degli utili;

2) euro 4.000,00 per i premi e le somme collegate alla distribuzione degli utili ove le aziende abbiano coinvolto pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro

Diritto

Il reddito di riferimento dell’anno precedente non superiore a euro 80.000 (reddito di lavoro dipendente al lordo del reddito assoggettato ad imposta sostitutiva)

Agevolabile anche il lavoratore dipendente con reddito ex art. 49 TUIR pari a 0 nell’anno precedente (V. Circ. AE 59/2008)

Automaticità dell’applicazione da parte del sostituto d’imposta

Il datore di lavoro applica in automatico la detassazione a: dell’applicazione

1. dipendenti in forza per tutto l’anno precedente a cui ha rilasciato la CU per l’intero anno precedente con reddito di lavoro dipendente non superiore a euro 80.000 (al lordo delle somme detassate nell’anno precedente);

2. dipendenti in forza per parte dell’anno precedente a cui ha effettuato un conguaglio complessivo con tutti i redditi di lavoro dipendente prodotti nell’anno precedente e ha rilasciato una CU per l’intero anno precedente con reddito di lavoro dipendente non superiore a euro 80.000 (al lordo delle somme detassate nell’anno precedente).

In caso di ulteriori redditi di lavoro dipendenti non gestititi dal datore di lavoro il dipendente dovrà comunicare l’eventuale non applicazione della detassazione.

Il datore di lavoro applica la detassazione a fronte di richiesta del dipendente (con comunicazione dei redditi di lavoro dipendente prodotti nell’anno precedente) a:

dipendenti assunti nell’anno precedente senza conguaglio complessivo;
1. Dipendenti assunti nell’anno corrente di applicazione;
2. Dipendenti part time con altri rapporti di lavoro nell’anno precedente.

Il dipendente può comunque rinunciare all’agevolazione. Il datore di lavoro che verificasse che l’applicazione dell’imposta sostitutiva fosse penalizzante rispetto all’applicazione della tassazione ordinaria potrà applicare il prelievo più favorevole (sentito il dipendente)

Inoltre si deve rilevare che per norma e per ratio il benefit dell'auto e dell'alloggio sono di carattere individuale (non richiedono la presenza della condizione della generalità o della categoria dei dipendenti) e pertanto l'esercizio dell'opzione, che deve essere attivata da fonte sindacale, sembrerebbe impropria.

In conclusione vale la pena evidenziare che l'utilizzo dei voucher di valore nominale ex D.M. 25 marzo 2016, nella logica del legislatore, non dovrebbe avvenire per i benefit di cui al comma 4 in quanto il comma 3-bis cita solo i comma 2 e 3 (si ritiene contrariamente all'impostazione della Legge di Bilancio 2017 che i benefit di cui al comma 4 rientrano a pieno titolo nel comma 3).

Altro aspetto innovativo riguarda l'estensione delle quote esenti in caso di trasformazione del premio sociale in:

  • contribuzione alla previdenza complementare;
  • contribuzione alla cassa sanitaria;
  • azioni gratuite.

La novella richiede alcuni approfondimenti.

In linea generale l'opzione della trasformazione del premio monetario in servizi consente benefici (fiscali e contributivi) nel rispetto dei due seguenti limiti: il limite della detassabilità e il limite diretto dell'agevolazione.

Leggendo le disposizioni di cui al comma 2 dell'art. 51 del Tuir tuttavia si rileva che il secondo limite sia presente solo in alcuni specifiche fattispecie quali: la contribuzione a casse sanitarie (euro 3615,20), buoni pasto (euro 5 o euro 7 se elettronici), azioni gratuite (2.065) e contribuzione alla previdenza complementare (euro 5.164,57 o maggior limite per i c.d. Nuovi iscritti).

La nuova norma, afferma il principio secondo il quale (ad esclusione del buono pasto che ha ragioni particolari di sostenibilità) in caso di trasformazione del premio monetario in contribuzione a previdenza complementare, casse sanitarie o in azioni gratuite il secondo limite può essere superato estendendo di fatto la misura agevolativa.

Relativamente alla gestione delle azioni gratuite si deve precisare che essa è generalmente consentita a fronte di alcune condizioni essenziali quali la concessione alla generalità dei dipendenti e il mantenimento delle stesse per un periodo minimo di tre anni.

La disposizione presente nel comma 160 dell'art. 1 della Legge di Bilancio per il 2017 consente non solo di superare il limite numerico del beneficio ma anche le condizioni rendendo la disposizione veramente interessante in quanto consente di dare di fatto somme esenti al dipendente singolo.

Sotto l'aspetto contributivo si deve ritenere che la trasformazione del premio monetario in contribuzione (a fondi di previdenza o casse sanitarie) non modifica la fonte di provenienza delle somme che restano a carico del datore di lavoro e non del dipendente.

Pertanto la devoluzione del premio alla previdenza complementare e alle casse sanitarie genererà una contribuzione a carico del datore di lavoro assoggettata al contributo dì solidarietà del 10 per cento.

Resteranno invece esenti da contribuzione le azioni gratuite concesse in virtù della predetta opzione.

opzione del premio monetario in premio sociale con esenzione aggiuntiva - Esempi

Dipendente con versamento al fondo di previdenza complementare (FPC) per euro 4.000 che decide di versare (in parte o totalmente) il premio di produzione di euro 2.000 al Fondo Pensione

Descrizioni voci

Aliq.

Anno 2016

 

Anno 2017

Ipotesi A

Ipotesi B

 

Ipotesi C

Versamento FPC ordinario (progressivo)

 

4.000,00

4.000,00

 

4.000,00

limite esenzione

 

5.164,57

5.164,57

 

Non applicabile

Capienza Residua

 

1.164,57

1.164,57

   

Premio ricevuto

 

2.000,00

2.000,00

 

2.000,00

Premio convertito in FPC (esente)

 

1.164,57

1.164,57

 

2.000,00

Premio convertito in FPC (soggetto)

   

835,43

   

Premio residuo monetizzato

 

835,43

     

Ctr INPS c/dipe

9,49%

79,28

     

IRPEF 10%

10%

75,62

     

IRPEF ORDINARIA

38%

 

317,46

   

Ctr INPS c/Azienda

29,60%

247,29

     

Ctr INPS 10% solid.

10%

116,46

200,00

 

 200,00

Totale Oneri (FISCO e INPS) c/dipe   154,9 317,46    -  
Totali Oneri (INPS) c/Azienda   363,75 200,00    200,00
Dipendente con versamento al fondo di previdenza complementare (FPC) per euro 4.000 che decide di versare (in parte o totalmente) il premio di produzione di euro 3.000 al Fondo Pensione

Descrizioni voci

Aliq.

Anno 2016

 

Anno 2017

Ipotesi A

Ipotesi B

 

Ipotesi C

Versamento FPC ordinario (progressivo)

 

4.000,00

4.000,00

 

4.000,00

limite esenzione

 

5.164,57

5.164,57

 

Non applicabile

Capienza Residua

 

1.164,57

1.164,57

   

Premio ricevuto

 

3.000,00

3.000,00

 

3.000,00

Premio convertito in FPC (esente)

 

1.164,57

1.164,57

 

3.000,00

Premio convertito in FPC (soggetto)

   

1.835,43

   

Premio residuo monetizzato

 

1.835,43

     

Ctr INPS c/dipe

9,49%

174,18

     

IRPEF 10%

10%

83,54

     

IRPEF ORDINARIA

38%

?313,81

697,46

   

Ctr INPS c/Azienda

29,60%

543,29

     

Ctr INPS 10% solid.

10%

?116,46

300,00

 

 300,00

Totale Oneri (FISCO e INPS) c/dipe   ?571,53 697,46    -  
Totali Oneri (INPS) c/Azienda   ?659,75 300,00    300,00


Dipendente con versamento alla Cassa Sanitaria per euro 3.000 che decide di versare (in parte o totalmente) il premio di produzione di euro 2.000 al Cassa Sanitaria a copertura dei familiari a carico

Descrizioni voci

Aliq.

Anno 2016

 

Anno 2017

Ipotesi A

Ipotesi B

 

Ipotesi C

Versamento FPC ordinario (progressivo)

 

3.000,00

3.000,00

 

3.000,00

limite esenzione

 

3.615,20

3.615,20

 

Non applicabile

Capienza Residua

 

615,20

615,20

   

Premio ricevuto

 

2.000,00

2.000,00

 

2.000,00

Premio convertito in CAS (esente)

 

615,20

615,20

 

2.000,00

Premio convertito in CAS (soggetto)

   

1.384,80

   

Premio residuo monetizzato

 

1.384,80

     

Ctr INPS c/dipe

9,49%

131,42

     

IRPEF 10%

10%

125,34

     

IRPEF ORDINARIA

38%

 -  

526,22

   

Ctr INPS c/Azienda

29,60%

409,9

     

Ctr INPS 10% solid.

10%

?61,52

200,00

 

 200,00

Totale Oneri (FISCO e INPS) c/dipe   ?256,76 526,22    -  
Totali Oneri (INPS) c/Azienda     ?471,42 200,00    200,00
Dipendente con azioni gratuite pari a euro 1.000 che decide di versare (in parte o totalmente) il premio di produzione di euro 2.000 in azioni

Descrizioni voci

Aliq.

Anno 2016

 

Anno 2017

Ipotesi A

Ipotesi B

 

Ipotesi C

Azioni già concesse gratuitamente

 

1.000,00

1.000,00

 

1.000,00

limite esenzione

 

2.065,83

2.065,83

 

Non applicabile

Capienza Residua

 

1.065,83

1.065,83

   

Premio ricevuto

 

2.000,00

2.000,00

 

2.000,00

Premio convertito in azioni (esente)

 

1.065,83

1.065,83

 

2.000,00

Premio convertito in azioni (soggetto)

   

934,17

   

Premio residuo monetizzato

 

934,17

     

Ctr INPS c/dipe

9,49%

88,65

     

IRPEF 10%

10%

84,55

     

IRPEF ORDINARIA

38%

 -  

321,30

   

Ctr INPS c/Azienda

29,60%

276,51

276,51

   

Ctr INPS 10% solid.

10%

 -  

 -  

 

 -  

Totale Oneri (FISCO e INPS) c/dipe   173,20 321,30    -  
Totali Oneri (INPS) c/Azienda   276,51 276,51    -  

I nuovi servizi di welfare aziendale esente

Relativamente invece all'ampliamento dei servizi di welfare deducibili, il comma 161 dell'art. 1 della Legge di Bilancio 2017 introducendo la lettera f-quater) al comma 2 dell'art. 51 del Tuir, consentirà la non concorrenza al reddito dei contributi e premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (definiti dal DM 27 ottobre 2009) o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.

Relativamente alla prima tipologia di tutela è bene far presente che il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 27.10.2019, pubblicato in G.U. n. 12 del 16 gennaio 2016, prevede al comma 2 dell'art. 2 alla lettera d) punti 1 e 2 le seguenti caratteristiche delle prestazioni:

1) prestazioni sociali a rilevanza sanitaria da garantire alle persone non autosufficienti al fine di favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio, con particolare riguardo all'assistenza tutelare, all'aiuto personale nello svolgimento delle attività quotidiane, all'aiuto domestico familiare, alla promozione di attività di socializzazione volta a favorire stili di vita attivi, nonchè le prestazioni della medesima natura da garantire presso le strutture residenziali e semiresidenziali per le persone non autosufficienti non assistibili a domicilio, incluse quelle di ospitalità alberghiera;

2) prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, correlate alla natura del bisogno, da garantire alle persone non autosufficienti in ambito domiciliare, semiresidenziale e residenziale, articolate in base alla intensità, complessità e durata dell'assistenza.

Il ruolo della contrattazione collettiva

In tema di Welfare Aziendale la Legge di Bilancio 2017 interviene fornendo un'interpretazione autentica in merito alla lettera f) del comma 2 dell'art. 51 del Tuir

La disposizione afferma che le opere e i servizi di utilità sociale ex art. 100 del Tuir possono essere riconosciuti da datori di lavoro, del settore privato o pubblico, in conformità a disposizioni di contratto collettivo nazionale del lavoro, di accordo interconfederale, di contratto collettivo territoriale, livelli di contrattazione che aggiungono a quella aziendale.

Sotto il piano sistematico la L. 208/2015 aveva introdotto la possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali di cui alla lettera f) (oneri sociali) non solo ove il piano di Welfare fosse previsto unilateralmente ("volontariamente") dal datore di lavoro ma anche ove "in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale".

La disposizione richiamava di fatto quanto già indicato in materia di esenzione della contribuzione versata a casse sanitarie di cui alla lettera a) della medesima norma la quale era già stata interpretata (v. CM 326/E/1997) per consentire la deducibilità dei contributi ove previsti anche dal CCNL di riferimento (es. Fasi).

L'interpretazione autentica proposta dalla Legge di Bilancio può essere vista dunque come una consolidazione di quanto indicato per la lettera a) a livello di prassi ministeriale; sul predetto tema tra l'altro alcuni rinnovi nazionale (vedi Ccnl metalmeccanici) si sono già mossi in tal senso prevedendo misure di integrazione economica in flexible benefit.

Il ruolo del regolamento aziendale ai fini del reddito d'impresa

Completamente trascurata dall'interpretazione autentica la definizione di regolamento aziendale che potrebbe consentire la piena deducibilità dal reddito d'impresa dei servizi di utilità sociali ex art. 100 del Tuir (senza il limite del 5 per mille del costo del lavoro riservato ai piani di welfare aziendale unilaterali) ove configuri un "adempimento di un obbligo contrattuale" (v. circ. A.E. 28/E/2016) che sarebbe utile specificare anche non di fonte collettiva.

Da una lettura congiunta dell'art. 100 e della lettera f) dell'art. 51, c. 2 si riscontra tuttavia l'utilizzo del termine "volontariamente" che farebbe ritenere che la sola presenza di un regolamento aziendale possa consentire la maggiore deducibilità ai fini del reddito d'impresa senza alcun rispetto del 5 per mille.

D'altra parte è chiaro che il regolamento aziendale sia un atto unilaterale del datore di lavoro e che il legislatore tributario ha voluto citarlo in dissonanza rispetto al termine "volontariamente" per volerne dare un valore aggiunto.

Welfare aziendale e TFR

Altro aspetto poco trattato riguarda il tema della maturazione del TFR per i servizi e le prestazioni identificabili sotto la definizione di Welfare Aziendale.

A tale riguardo, fermo restando la piena derogabilità operabile dalla contrattazione collettiva anche aziendale, si deve rilevare che l'art. 2120 c.c.afferma che rientrano nella base di calcolo del TFR "tutte le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese".

È chiaro che l'attuale impostazione potrebbe consentire politiche di Welfare Aziendale ricorrenti e quindi potenzialmente rientrabili nel concetto di base di calcolo del TFR.

Tuttavia da tali importi si dovrebbero escludere i servizi di welfare erogabili sotto forma rimborsuale (es. lettere f-bis) e f-ter) in quanto "rimborsi spese" e comunque tutti i servizi e le prestazioni non classificabili come prestazioni in natura (es. lettera f).

È comunque suggeribile in fase di definizione con le organizzazioni sindacale delle politiche di welfare aziendale da adottare (ove ritenuta la strada più consona da parte dell'azienda) di escluderne a tutti gli effetti la computabilità ai fini del TFR.

 

Welfare aziendale e Trattamento di fine rapporto

Riferimento Normativo

Limite

Rispetto limite
in caso
di opzione
del premio

Popolazione interessata

Contenuto

Art. 51, c. 2, lett. a), Tuir

Euro 3.615,20

No

Generalità o categorie di dipendenti

contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e-ter)

Art. 51, c. 2, lett. c), Tuir

Euro 5,29 (cartacei)

Euro 7,00

(elettronici)

Si

Generalità o categorie di dipendenti

Le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all'importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione

Art. 51, c. 2, lett. d), Tuir

Nessun limite

irrilevante

Generalità o categorie di dipendenti

Le prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti; anche se affidate a terzi ivi compresi gli esercenti servizi pubblici

Art. 51, c. 2, lett. f), Tuir

Nessun limite

irrilevante

Generalità o categorie di dipendenti

L'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell'articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 100.

Art. 100, co. 1: Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi

Art. 51, c. 2, lett. f-bis), Tuir

Nessun limite

irrilevante

Generalità o categorie di dipendenti

Le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell'articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari

Art. 51, c. 2, lett. f-ter), Tuir

Nessun limite

irrilevante

Generalità o categorie di dipendenti

Le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell'articolo 12

Art. 51, c. 2, lett. f-quater), Tuir

Nessun limite

irrilevante

Generalità o categorie di dipendenti

Contributi e premi versati per prestazioni, a anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza o il rischio di gravi patologie

Art. 51, c. 2, lett. g), Tuir

Euro 2.065,83

No

Generalità di dipendenti

Escluso dal reddito il valore delle azioni offerte alla generalità dei dipendenti per un importo annuo non superiore a 2.065,83 euro, a condizione che non siano riacquistate  dalla società emittente o dal datore di lavoro e comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione; qualora le azioni siano cedute prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell'acquisto è assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta in cui avviene la cessione

Art. 51, co. 2, lett. h), T.u.i.r.

Art. 8, c. 4, D.lgs n. 252/2005

Euro 5.164,57

o maggior limite per assunti di prima occupazione al 1.1.2007

No

Generalità o categorie di dipendenti

I contributi a carico del dipendente e del datore di lavoro (escluso il TFR) da versare ai Fondi Previdenza Complementare

Art. 51, cc. 3)
e 3-bis) Tuir

 

Euro 258,23 complessivamente nel periodo d’imposta

Si

Individuale

Beni e Servizi complessivamente di import non superiore nel periodo d’imposta a euro 258,23.

Anche tramite Voucher (anche per generalità o categorie di dipendenti ove previsto per trasformazione del premio monetario in premio sociale)

Art. 51, cc. 3)
e 4), lett. a) Tuir

Valore convenzionale stabilito annualmente dall’ACI

Si

Individuale

Auto concessa al dipendente ad uso promiscuo

Art. 51, cc. 3) e 4), lett. b) Tuir

50% del differenziale tra il tasso applicato e il TUR di fine anno (per l’anno 2016 pari a 0%)

Si

Individuale

Prestiti ai dipendenti

Art. 51, cc. 3) e 4), lett. c) Tuir

Rendita catastale o se assente prezzo mercato.

Per chi è obbligato alla residenza (es. portiere) la rendita deve essere presa al 30%

Si

Individuale

Fabbricati in uso ai dipendenti

Art. 51, cc. 3) e 4), lett. c-bis) Tuir

Importo corrispondente all’introito medio per passeggero/km per una percorrenza media convenzionale di 2.600 km

Si

Individuale

Servizio trasporto ferroviario.

Art. 51, c. 3 - bis), Tuir

A seconda del servizio utilizzato

Si

Generalità o categorie di dipendenti

Ai fini dell'applicazione dei commi 2 e 3, l'erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.

04/01/2017

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