Dal 2019 pensione di vecchiaia a 67 anni

Con la circolare n. 62/2018, l’INPS ha illustrato l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita, previsto con decorrenza dal 1° gennaio 2019 ai sensi del DM 5 dicembre 2017.

Il citato decreto ministeriale – attuativo dell’art. 12 comma 12-bis del DL 78/2010 – prevede infatti che a decorrere dal prossimo anno siano ulteriormente incrementati di 5 mesi i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici e di 0,4 unità i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla L. 243/2004, riferiti a coloro che perfezionano il diritto alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. “quote”.

Tali incrementi, si ricorda nella circolare in commento, vanno ad aggiungersi a quelli già applicati dal 1° gennaio 2016 per volontà del DM 16 dicembre 2014, che a suo tempo ha previsto l’aumento di 4 mesi e di 0,3 unità dei valori di somma di età anagrafica e anzianità contributiva. 

Con l’occasione, l’INPS offre dunque una sintesi dei nuovi valori di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal citato decreto del dicembre scorso.
Pertanto, il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ex art. 24, commi 6 e 7 del DL 201/2011, previsto per gli iscritti all’AGO  e alla Gestione separata per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 sarà pari a 67 anni.

Tale requisito, poi, verrà ulteriormente adeguato all’eventuale incremento della speranza di vita a decorrere dal 1° gennaio 2021.
Sul punto, si ricorda che ai sensi dell’art. 1, comma 146 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018), la variazione della speranza di vita relativa al biennio 2021-2022 verrà computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018 e il valore registrato nell’anno 2016.

Riferendosi poi ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’INPS chiarisce che l’adeguamento all’incremento della speranza di vita fissato dal citato decreto deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’art. 24, comma 7 del DL. 201/2011, che consente l’accesso alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima effettiva di 5 anni e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 71 anni.
Si precisa, inoltre, che ai sensi del comma 6 del predetto art. 24, il requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici iscritte all’AGO dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione separata, è pari, per l’anno 2018, a 66 anni e 7 mesi

Invece, per quanto riguarda la pensione anticipata ex art. 24, commi 10 e 11 del DL 201/2011, il requisito contributivo previsto, sempre per il biennio 2019-2020, sarà pari a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. In entrambi i casi, i predetti requisiti andranno adeguati alla speranza di vita a decorrere dal 1° gennaio 2021, ai sensi dell’art. 12 del DL 78/2010.
Sempre con riferimento alla pensione anticipata, laddove il primo accredito contributivo decorra dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento all’incremento della speranza di vita deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’art. 24, comma 11 del DL 201/2011, che consente l’accesso alla pensione anticipata con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e con il requisito del c.d. importo soglia mensile e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 64 anni.

Per la pensione in totalizzazione (cfr. DLgs. 42/2006), l’età per la pensione di vecchiaia è poi fissata, per il biennio 2019-2020, a 66 anni, mentre per la pensione di anzianità il requisito contributivo è pari a 41 anni.

Ancora,  il requisito contributivo per la pensione anticipata prevista per i lavoratori “precoci” ai sensi della L. 232/2016 è fissato, sempre con riferimento al biennio 2019-2020, a 41 anni e 5 mesi, e dovrà essere ulteriormente adeguato alla variazione della speranza di vita a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Infine, per il biennio 2019-2020, i soggetti per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti per il diritto a pensione con il sistema delle c.d. quote, possono conseguire tale diritto ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98, se lavoratori dipendenti pubblici e privati, ovvero di un’età anagrafica minima di 63 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all’INPS.

10/04/2018

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