Congedo obbligatorio per il padre lavoratore per l'anno 2018

Dal 2018 cambiano i giorni di congedo spettanti. L’art. 1 co. 354 della L. 232/2016 ha, infatti, previsto l’aumento dei giorni di congedo obbligatorio e ha rintrodotto il congedo facoltativo.

Al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisio­ne dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia, con riferimento specifico al padre, anche adottivo o affidatario, lavoratore dipendente, la L.92/2012 ha istituito:

  • un congedo obbligatorio
  • ed un congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre, da fruire nei casi di nascita, adozione ed affidamento avvenuti a partire dal 1 gennaio 2013.

 

Fino al 2016, al lavoratore spettavano

  • 1 giorno di congedo obbligatorio;
  • 2 giorni di congedo facoltativo.

 Nel 2017 i giorni di congedo obbligatorio sono stati aumentati a 2, mentre nessun giorno è stato previsto per il congedo facoltativo.

Dal 2018, i giorni spettanti cambieranno nuovamente; nello specifico, al lavoratore padre spetteranno:

  • 4 giorni di congedo obbligatorio,
  • 1 giorno di congedo facoltativo.

 

Il congedo obbligatorio deve essere fruito dal lavoratore entro e non oltre il quinto mese di vita del bambino.

Entro il medesimo termine, il lavoratore può astenersi per l’ulteriore periodo spettante, previo accordo con la madre ed in sua sostituzione (in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima).

In altri termini, il congedo facoltativo del padre è condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di un analogo periodo di congedo maternità. Ciò significa che l’ulteriore giorno di assenza, previsto dal 2018, può essere utilizzato dal lavoratore padre a condizione che la lavoratrice madre rinunci a 1 giorno del proprio congedo di maternità (c.d. “maternità obbligatoria”).

L’INPS ha chiarito che il termine di 5 mesi per la fruizione dei suddetti congedi resta fissato anche nel caso di parto prematuro.

L’Istituto ha, inoltre precisato che, analogamente a quanto disposto per il congedo di maternità, la durata del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre non subisce variazioni nei casi di parto gemellare.

È stato, poi, specificato che i giorni di congedo possono essere goduti anche in via non continuativa, ma non ad ore.

Durante il periodo di congedo, sia obbligatorio che facoltativo, il lavoratore padre ha diritto ad un’indennità giornaliera a carico dell’INPS, pari al 100% della retribuzione.

Per poter usufruire del congedo obbligatorio, se l’indennità di congedo paternità è anticipata dal datore di lavoro, il lavoratore padre deve comunicare in forma scritta (come da fac simile allegato) al proprio datore di lavoro le date in cui intende fruirne, con un anticipo di almeno 15 giorni. Se il congedo è richiesto in concomitanza dell’evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Nel caso di fruizione del congedo facoltativo alla richiesta deve essere allegata anche la dichiarazione della lavoratrice madre della non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per il periodo equivalente a quello richiesto dal lavoratore padre. La predetta dichiarazione deve essere presentata poi anche al datore di lavoro della lavoratrice madre, a cura di uno dei due genitori.

L’INPS provvederà alle verifiche necessarie per accertare la correttezza dei comportamenti dei fruitori dei congedi.

Nei casi, invece, di pagamento diretto da parte dell’INPS, la domanda deve essere presentata online tramite il sito dell’Ente, attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • contact center al numero 803156 (gratuito da rete fissa) oppure 06164164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto.
23/11/2017

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