Autorizzazione preventiva per l'assegno familiare

Si illustrano brevemente i casi in cui deve essere effettuata la richiesta preventiva di autorizzazione all'assegno per il nucleo familiare e le nuove modalità di rilascio 

Il lavoratore, per ottenere il pagamento dell’assegno del nucleo familiare, deve presentare la domanda ANF/DIP (codice SR16) all’INPS telematicamente o con il modello cartaceo (solo per i lavoratori operai agricoli a tempo indeterminato “OTI”) con l’indicazione dei propri familiari. Tuttavia, in alcuni casi particolari, deve anche preventivamente richiedere all’INPS l’autorizzazione a includere nel proprio nucleo determinati familiari.

La richiesta di autorizzazione, da presentare telematicamente attraverso la procedura “Autorizzazione ANF” deve essere presentata nel caso in cui nel nucleo familiare siano compresi:

  • figli ed equiparati di coniugi/parti di unione civile legalmente separati o divorziati/sciolti da unione civile, o in stato di abbandono;
  • figli propri o del coniuge/parte dell’unione civile, riconosciuti da entrambi i genitori, nati prima del matrimonio;
  • figli del coniuge/parte dell’unione civile nati da precedente matrimonio;
  • fratelli, sorelle o nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione di reversibilità;
  • nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
  • familiari minorenni con persistente difficoltà a svolgere funzioni o compiti propri della loro età;
  • familiari maggiorenni con assoluta e permanente impossibilità a svolgere proficuo lavoro;
  • minori in accasamento etero-familiare;
  • familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;
  • figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè con almeno quattro figli o equiparati tutti di età inferiore ai 26 anni.

 

Dal 1.4.2019, sia per le domande non evase alla data che per tutte quelle presentate successivamente, l’INPS non invierà più all’interessato il provvedimento di accoglimento di autorizzazione della domanda (modello ANF43), ma solo l’eventuale provvedimento di reiezione (modello ANF58).

In caso di esito positivo, infatti, le sedi territoriali INPS provvederanno a definire la domanda ANF/DIP presentata dal lavoratore e a mettere a disposizione del Datore di Lavoro, nel “Cassetto Previdenziale” sezione “Consultazione importi ANF” gli importi spettanti. In caso di autorizzazione parziale, rilasciata solo per alcuni componenti, l’importo sarà già calcolato solo considerando il nucleo autorizzato.

Il datore di lavoro, pertanto, non dovrà più acquisire documentazione e/o l’autorizzazione, ma solo fare riferimento a quanto comunicato dall’INPS.

 

ANF IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO

La fattispecie più diffusa di necessità di ottenere l’autorizzazione ANF43 è quella che riguarda i lavoratori separati o divorziati.

Nel caso di una separazione o di un divorzio, l’assegno al nucleo familiare, salvo diverso accordo raggiunto tramite separazione consensuale, spetta al coniuge collocatario, cioè al genitore che ha ottenuto l’affidamento dei figli.

L’art. 211 della L. 151/75 prevede, inoltre, che gli assegni familiari spettano al genitore cui i figli sono affidati “sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge”. Pertanto, il genitore che effettivamente percepisce gli assegni, se non ha l’affidamento dei figli, è tenuto a corrisponderli all’altro genitore.

Nel caso di affidamento condiviso, entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa usufruirne è rimandata a un accordo tra le parti; se i due coniugi non riescono a trovare un accordo, gli assegni familiari sono concessi al genitore che materialmente vive con i figli.

L’INPS, infatti, con la circ. 210/99, ha ribadito che, qualora i figli restino affidati a entrambi i genitori, questi ultimi devono stabilire, di comune accordo, chi dei due effettuerà la richiesta ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.

In mancanza di accordo fra gli affidatari, l’autorizzazione alla percezione della prestazione familiare è concessa al genitore con il quale il figlio è convivente, secondo quanto stabilito dall’art. 9 della L. 903/77.

Ai fini della presentazione della domanda, nella quale deve essere indicato il nucleo familiare e il relativo reddito, in entrambi i casi sopra descritti, si ricorda che:

  • il nucleo familiare è costituito dal genitore affidatario e dai figli affidati;
  • il reddito familiare è quello corrispondente a tale composizione.

 

Pertanto, il nucleo familiare per la richiesta ANF è composto dal genitore affidatario e i figli, escludendo sempre, sia dal nucleo che dal reddito familiare, il genitore non affidatario, anche nel caso in cui la domanda ANF sia fatta sulla posizione lavorativa di quest’ultimo, in mancanza di lavoro del coniuge affidatario.

La Cassazione civile, infatti, ha stabilito che il reddito da tenere presente ai fini dell’ammontare dell’assegno del nucleo familiare è quello del nucleo familiare composto dal coniuge affidatario dei figli, con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato, anche se titolare del diritto alla corresponsione.

24/06/2019

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